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Iniziamo bene: consapevolezza e direzione

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GENNAIO – FEBBRAIO

Sono i giorni più freddi dell’anno, i paesaggi sono ancora spogli e freddi ma il sole pian piano inizierà

ad essere più alto in cielo e giorno dopo giorno si attarderà sempre più con noi, preludio e promessa di

una luce e un calore che riaccendono la vita. A breve non saremo più così soli: piante e animali si

preparano al risveglio.

Dopo il silenzio dell’inverno, gennaio e febbraio portano con sè i primi segni di rinascita. È un

momento di risveglio graduale, in cui è importante muoversi con delicatezza, rispettando ancora i ritmi

lenti dell’inverno, ma aprendosi al flusso vitale che ricomincia a scorrere.

Questo è il momento per godere ed aprofittare ancora del raccoglimento che sta volgendo al termine,

che ci ha permesso di entrare in contatto con la nostra parte più intima. Possiamo ancora sfruttare

questa energia che predispone alla meditazione ed all’osservazione delle nostre parti più nascoste, per

verificare con attenzione quali sono i nostri obiettivi. È il momento migliore per mettere alla prova le

nostre scelte e consolidare la nostra volontà. Il buio è ancora predominante, ma si inizia a sentire la

spinta della luce, che giorno dopo giorno prende un po’ più di spazio e di tempo al trascorrere del

giorno. Questo riabituarsi gradualmente alla luminosità, fa scoprire cose nuove, che non avevamo

notato in passato. Ogni novità accende una possibilità nel futuro che ci stiamo costruendo, e questo

tempo ancora sospeso ci permette di osservare e scegliere ciò che più risuona con il nostro Sè.

Ci stiamo preparando al grande risveglio, che in Marzo si farà sentire in tutta la sua forza prorompente.

Gennaio segna l’inizio di un nuovo anno, spesso lo viviamo come il momento in cui per fare propositi,

progetti su ciò che vorremmo o non vorremmo più. Ma è anche il momento in cui siamo più vulnerabili

sul piano emotivo, facilmente proviamo paura, timore. E’ il periodo più freddo dell’anno, e abbinato al

fatto che usciamo dal Natale, periodo in cui facilmente esageriamo con cibo, dolci e vino, si è anche

più suscettibili alle infezioni!

Febbraio: intermezzo d’inverno.

Il cuore dell’inverno era tradizionalmente segnato da riti e cerimonie che non toccano più tanto la

nostra quotidianità, ma racchiudono memorie di un periodo che era vissuto come preparazione alla

primavera, ovvero il rinnovamento del cosmo.

In epoca romana il capodanno cadeva in marzo e febbraio, ultimo mese dell’anno, ed era costellato da

rituali di purificazione per uomini, animali, campi e città, da riti propiziatori di fecondità e fertilità e

non mancavano momenti di sregolatezza che caratterizzano ogni rivoluzione, cioè il ribaltamento del

vecchio ordine delle cose (l’inverno, in questo caso) a favore di un nuovo inizio. Il Carnevale ne è

tutt’oggi una memoria.

Essere in sintonia con febbraio significava quindi agire come il significato etimologico del suo nome:

februare, ovvero, purificare. Il mese era dedicato alla dea della Febbre associata alla guarigione dalla

malaria, nome probabilmente derivato dall’etrusco Februus, Dio della morte e della purificazione.

Febris rappresenta gli aspetti protettivo e purificatore del fuoco che divampa per eliminare ciò che non

serve più o ci arrecherebbe danno, come fa la febbre nel nostro organismo.

Febbraio chiede di procedere cauti e di sgombrare pian piano il sentiero dalle scorie che impedirebbero

il germogliare di nuove energie. Dovremmo dunque compiere gesti che aprano al rinnovamento e

sintonizzare così il nostro vivere quotidiano ai ritmi più ampi, diciamo pure cosmici, in cui siamo

calati.Attraverso pratiche di risveglio dolce, alimentazione leggera ma ricostituente, rimedi naturali e

momenti di ascolto interiore, impareremo a nutrire la vitalità e a stimolare la circolazione energetica

senza forzature.

L’obiettivo di questo modulo è preparare il terreno alla primavera: ritrovare equilibrio, chiarezza e

motivazione, lasciando che la nuova energia emerga in modo naturale e armonioso. È il tempo di

riconnettersi con la propria forza interiore, riscoprendo fiducia e slancio verso il nuovo ciclo della vita.

Vedremo cos’è la radice energetica e come coltivarla: quando è in equilibrio, ci sentiamo presenti,

centrati, vitali. Quando è carente, ci sentiamo stanchi, disconnessi, in balia delle emozioni o degli

eventi esterni.

Cosa significa nutrire le radici?

• Significa imparare a fermarsi, ad ascoltare il corpo e i suoi bisogni reali.

• Significa scegliere cibi caldi, semplici, cucinati con amore, che scaldano e rafforzano.

• Significa riposare senza sensi di colpa, dormire bene, recuperare energia.

• Significa creare rituali quotidiani che ci aiutino a tornare in contatto con noi stessi.

Significa, infine, riconnetterci alla Terra, sentire di nuovo un senso di stabilità, presenza, centratura.

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